Ciao don, spero di non scendere troppo in sentimentalismi ai quali tu eri allergico, ma volevo dirti che il 15 di ogni mese non posso fare a meno di ricordare i giorni precedenti il tuo ingresso in ospedale. Il tuo pallore che evidenziava qualcosa di anomalo, il tuo rassicurarci in risposta alle nostre domande sulla tua salute. Eravamo tutti preoccupati per te, e tu, che stavi tanto male, ti preoccupavi che non sapessimo per non farci soffrire. Che forza don, la tua ineguagliabile forza che accompagnato tutta la tua vita, perché il tuo centro era Gesù, quel centro che ancora non riesco a fare mio, nonostante il tuo esempio e insegnamento. La tua morte mi ha spaccato il cuore, ma cerco di andare avanti a piccoli passi, "passi piccoli ma concreti" come mi dicevi tu. E la tua presenza e' viva più che mai dentro me e dentro chi ti ha e ti vuole tanto bene. Arrivederci mio caro e dolce amico.

Anonimo